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Ecco alcuni resoconti sui viaggi, inviateci anche i vostri:

Città:
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La Norvegia
Europa del Nord
U.S.A.
 
TRIESTE (Estate 2008)
Trieste è proprio una città dai mille volti. Ci sono i resti romani, qualche frammento della città vecchia, che era fatta di vicoli stretti e tortuosi, i viali e i palazzi del passato asburgico. E ci sono i luoghi di culto delle varie comunità cittadine (dalle chiese cattoliche a quelle ortodosse, dalla sinagoga alla chiesa luterana), a testimonianza del cosmopolitismo di Trieste. Tutto interrotto qua e là dai drammatici interventi urbanistici dell’epoca fascista e dagli immancabili palazzoni moderni. Ricorda un po’ Milano, un’altra città dal tessuto urbano molto discontinuo, dove i tesori ci sono, ma bisogna a volte saperli trovare.
Da vedere sicuramente la piazza dell’Unità d’Italia, vero fulcro della città, una piazza affacciata sul mare e chiusa scenograficamente da alcuni dei principali palazzi di Trieste, come il Palazzo Comunale, quello del Governo e quello del Lloyd. Intorno alla piazza si può andare alla ricerca di ciò che resta dei vicoli della città vecchia, oppure scoprire i resti della Tergeste romana (il teatro e il cosiddetto “arco di Riccardo”). Alle spalle di quest’area si comincia a salire verso il colle di San Giusto, altro luogo da non mancare: qui si visitano infatti il castello, con annesso museo, e la cattedrale, che è il frutto della fusione di due precedenti strutture e di continui rimaneggiamenti eseguiti nel corso dei secoli.
L’altro grande nucleo della città è il cosiddetto Borgo teresiano, che si estende intorno al Canal Grande con una serie ordinata di strade ortogonali, in cui si può osservare l’incredibile varietà delle facciate degli edifici. Intorno a questa zona si aprono grandi viali: molto animato (e pieno d’ombra in estate!) il viale XX settembre, che conduce agli storici teatro Eden e politeama Rossetti. Interessanti per i palazzi che vi si affacciano anche via Battisti (merita una sosta il giardino pubblico) e via Carducci, che si conclude in piazza Goldoni con la scenografica scalinata che sovrasta il tunnel per l’attraversamento del colle di san Giusto.
Concedetevi infine una passeggiata sulle Rive, dove si trova anche l’antica pescheria (oggi Acquario comunale), e una bella salita a Opicina con il vecchio tram (inaugurato nel 1902) che parte da piazza Oberdan. Doverosa poi la visita al campo di sterminio della risiera di San Sabba.
Nei dintorni consigliamo di visitare il bellissimo castello di Miramare, con annesso parco; la baia di Sistiana e il panoramico sentiero Rilke; Muggia con il suo porticciolo; le aspre rocce della Val Rosandra.
Per noi il soggiorno a Trieste è stato anche l’occasione per ritrovare i luoghi citati nelle lettere del libro "Dovete amarmi molto e senza fine". Altri lettori potranno fare altrettanto!
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FRANCIA SUD-OVEST (Estate 2007)
Ecco un piccolo resoconto del nostro viaggio nella Francia del sud-ovest (ovvero Languedoc-Roussillion e Midi-Pyrènèes). Purtroppo, con pochi giorni a disposizione e la "nostra" casa di Marsiglia che ci attendeva, abbiamo dovuto fare una scelta e lasciare indietro molte cose (che magari saranno la meta di un prossimo viaggio, come tutta la zona dei castelli a ridosso dei Pirenei).
Cominciamo dal capoluogo di questa regione, Tolosa, una città bellissima e molto animata. A parte i palazzi e le chiese che troverete segnalati in ogni guida, vale la pena scoprire anche le stradine del centro, girellando senza una meta precisa. Il coniuge è rimasto abbacinato da Rue du Taur, ma sono molte le strade in cui attardarsi. Per un attimo di riposo segnaliamo invece i due parchi cittadini, collegati da un giardino situato all’interno di un’enorme rotonda: uno strano “complesso”, molto ben tenuto e molto rilassante. Nei dintorni di Tolosa sono molti gli itinerari interessanti, che ripercorrono soprattutto le vie del “pastel”, la polverina azzurra che ha segnato per secoli la fortuna di questa zona. Da segnalare soprattutto Albi, con una bellissima cattedrale e strette viuzze in cui scoprire i resti di antichi palazzi. A noi è piaciuto molto ciò che resta del chiostro di Saint-Salvi.
Rinomatissima e sicuramente da vedere è Carcassonne. Sebbene in gran parte ricostruita nell’Ottocento, la cittadella rende bene l’idea di come dovesse apparire all’epoca del suo maggior splendore. Qui ci siamo concessi anche il lusso di visitare l’interno del castello (a pagamento), dove si trovano tra l’altro numerosi reperti provenienti sia dalla cittadella stessa, sia dai dintorni.
Superiore alle aspettative è stata invece Narbonne, che abbiamo visitato nei giorni di una sorta di fiera mediterranea e quindi ci è apparsa particolarmente viva. Oltre al complesso Palazzo-Cattedrale, ci sono alcune vie carine, il mercato coperto (dove abbiamo fatto il pieno di frutta e verdura), il pont de Marchands (che evoca, in scala ridotta, il nostro Ponte Vecchio) e un’antica basilica che ha la particolarità di avere un’acquasantiera con una rana a tutto tondo nel mezzo.
A nord di Narbonne segnaliamo, per gli appassionati di archeologia, il sito di Enserune. Qui ci siamo concessi il secondo e ultimo ingresso a pagamento della vacanza, ampiamente ripagato dalla visione del sito stesso, allietata da due asini e una rana, e soprattutto dalla quantità di pinoli, mandorle e more che abbiamo portato via.
Da dimenticare Beziers, dove non c’è praticamente nulla di rilevante, tranne un grande entusiasmo per la corrida spagnola. Fortunatamente ci siamo stati solo di sfuggita. Vista anch’essa di passaggio, ma sicuramente più meritevole di una visita, Agde, con le sue originali costruzioni in pietra lavica.
A Montpellier siamo arrivati armati di una cartina del 1963 e abbiamo scoperto che c’è un quartiere intero in più, grande quanto il vecchio centro storico. Si chiama Antygone ed è in pratica un’infilata di piazze, fontane, palazzoni per uffici, il tutto ispirato all’antichità classica. Molto moderno e molto scenografico. I dintorni della città offrono ancora una volta molte possibilità: noi ci siamo diretti verso la valle dell’Herault, dove si possono ammirare le gole tortuose scavate dal fiume, alcune grotte (a pagamento e quindi prontamente evitate) e le creste dei monti che formano degli anfiteatri naturali. Da non perdere St-Guilhelm-le-Desert, classificato tra i più bei paesi di Francia.
Da Montpellier, andando verso est, si entra già in Camargue. Qui la fanno da padrone i cavalli bianchi, i bovini neri e i fenicotteri rosa. Ci ero già stata due volte, ma è sempre bello addentrarsi tra gli stagni, come è sempre da vedere Aigue-Mortes.
Ultima segnalazione per una città che fa già parte della Provenza, ovvero Nimes, città molto bella (come Arles, ri-vista nel 2003), ma purtroppo funestata dalla solita tendenza di questa parte della Francia a importare tutto il peggio dalla Spagna.
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PARIGI (Estate 2006)
Pubblichiamo finalmente il resoconto-guida di Parigi della nostra redattrice Laura-Merdy.
Cliccate questo link per il resoconto completo.
[Laura]     Torna su

MARCHE E ABRUZZO (Estate 2006)
Questa estate abbiamo trascorso due settimane tra Marche e Abruzzo. La prima settimana abbiamo soggiornato in una casa fantastica, piuttosto grande, arredata in modo molto particolare e interessante, piena di libri e soprattutto… abbastanza economica! Avevamo pure una sorta di giardino privato ricavato in una ex chiesa, senza più tetto, frequentato solo da noi e da alcuni gatti. Il tutto in un vecchio borgo medievale, San Vito sul Cesano, che consigliamo a tutti di visitare!
Nei dintorni c’è una gran quantità di paesi che meritano di essere visti, praticamente ogni collina ha il suo borgo arroccato sulla cima. Noi abbiamo visto Montalfoglio, Pergola, Fratterosa, San Lorenzo in Campo ecc.., ma ne troverete tanti altri girando in questa splendida campagna “ a patchwork”. A nord ci siamo spinti a Urbino, molto bella, e nella meno nota Fossombrone, dove tanti bei palazzi e vicoli appaiono ancora in pieno abbandono; sempre nelle vicinanze merita fare un salto alle Gole del Furlo, stupendo paesaggio naturale. Se si vuole andare al mare, evitando la monotonia che caratterizza un po’ tutto l’Adriatico, non bisogna assolutamente perdere le spiagge del Conero, non agevoli da raggiungere, ma decisamente meritevoli della fatica spesa. E poi c’è Ancona, che in genere è nota solo per il suo porto. Ci sono invece molti bei palazzi e chiese (soprattutto la cattedrale di San Ciriaco…) e un bellissimo e ricchissimo museo archeologico, che non può proprio essere ignorato dagli appassionati del genere! Infine tappa obbligata a Recanati, a casa di Giacomino...
In Abruzzo abbiamo invece trovato un bilocale in un casolare perso nelle campagne. Bellissimi i cieli stellati, il silenzio assoluto, e la compagnia dei vari quattrozampe della casa!! Ci sono piaciuti moltissimo i paesaggi abruzzesi, la campagna, i paesi come Campli, Civitella del Tronto e Penne e naturalmente ci ha entusiasmato l’altopiano di Campo Imperatore, con gli animali bradi e le grigliate di arrosticini.
Bellissimo il borgo di Santo Stefano, già in pieno boom turistico, e altri paesi e rocche nelle vicinanze. Quello che proprio non va nella provincia di Teramo sono le strade, spesso rovinate, interrotte (ci dicono che in genere rimangono tali per anni), a volte con una buona metà della carreggiata franata. Sono da percorrere con una macchina come la nostra, che non ha più nulla da perdere! Quanto alla città di Chieti, ci siamo andati per il suo museo archeologico, noto per il Guerriero di Capestrano e altre cosette interessanti. Abbiamo scoperto che i musei sono diventati due: uno raccoglie tutti i materiali degli scavi di Chieti e di altri siti abruzzesi, è ultramoderno e multisensoriale e ha in più una mostra di un artista contemporaneo; l’altro raccoglie praticamente solo pochi pezzi importanti ed è integrato da una mostra sull’astrattismo.
Non si capisce bene perché non fare un museo archeologico e uno di arte moderna; la spiegazione pare essere che così si è costretti a pagare due ingressi...
[Franci e Massi]     Torna su

BARATTI (Primavera 2006)
Il Golfo di Baratti si trova in Toscana, subito a nord di Piombino. Oltre alla spiaggia, e alla suggestiva pineta che si trova alle spalle, consigliamo di vedere alcune cose nei dintorni.
Innanzi tutto, si può fare un’escursione sul promontorio che si trova a destra (guardando verso il mare): il sentiero inizia dal piazzale su cui si affacciano il bar “la perla” e il ristorante “Demos”, proprio tra i due locali. Seguendolo vi addentrerete in un boschetto di sughere e nella macchia mediterranea fino a sbucare nella baia del Pozzino (ideale per chi ama gli scogli). Se non fa troppo caldo si può procedere oltre, lungo una leggera salita che porta in cima alla scogliera. Da lì si possono ammirare il mare, i campi nell’interno e i sentieri tra i cespugli.
Sull’altro lato del golfo si trova invece la rocca di Populonia, che merita una visita. Subito prima della rocca, si trova un sentiero che porta a Buca delle Fate, altro posto ideale per gli amanti degli scogli. Si tratta di un’escursione un po’ più faticosa, in quanto il ritorno è totalmente in salita (si raccomanda di non portarsi dietro troppo peso e di considerare che all’arrivo non c’è ombra; è preferibile andarci non in piena estate, oppure nel pomeriggio).
Subito dietro la spiaggia di Baratti si trova inoltre l’importante necropoli etrusca con tombe a tumulo, a edicola e rupestri. Vi consiglieranno di fare la tessera che permette di avere sconti anche su altri musei e strutture varie (Parcheocard).
Dopo aver gustato il mare, addentratevi nell’entroterra; consigliamo alcuni paesi di impianto medioevale, tutti molto suggestivi: Suvereto, Campiglia Marittima, Castagneto Carducci e Sassetta.
Un discorso a parte merita Massa Marittima, vero gioiello di questa zona. Oltre alla cattedrale di San Cerbone, ai tanti edifici medioevali, alle antiche mura e porte, ci sono alcuni musei interessanti e un insolito affresco alle Fonti dell’Abbondanza che lasciamo a voi scoprire….Nelle vicinanze ricordiamo il parco archeologico del lago dell’Accesa (scavato da tanta gente di nostra conoscenza!) e il centro Carapax, per la salvaguardia di tartarughe e cicogne, dove troverete anche diversi asini.
Quanto a Piombino, oltre ad essere la base di partenza per una gita all’isola d’Elba, conserva un centro storico interessante ed ha un museo archeologico ben allestito, che piacerà anche ai non addetti ai lavori. Infine va ricordato il parco archeo-minerario di San Silvestro, dove potrete visitare la miniera e raggiungere l’omonima rocca, oppure seguire diversi sentieri alla ricerca di antichi insediamenti minerari.
Ultime opzioni per una vacanza in questa zona: le terme di Venturina (bellissima esperienza, soprattutto d’inverno), i parchi costieri, oppure, più a sud dopo Follonica, le bellissime spiagge di Cala Martina e Cala Violina.
[Fra]     Torna su

CEFALONIA (Estate 2005)
Siamo tornati sull'isola a tre anni di distanza dal primo soggiorno e dobbiamo prima di tutto confermare l'ottima impressione che ci ha fatto Villa Almyros. Siamo stati nello stesso monolocale dell'altra volta e siamo stati benissimo: ve lo consigliamo vivamente!!
La penisola sulla quale si trova Villa Almyros (a poca distanza da Lixouri) si chiama Paliki. Qui si trovano molte belle spiagge: nel tratto di costa sud-orientale potete scegliere tra una seria di spiaggie ampie e sabbiose; a nord vi consigliamo Petani (spiaggia di ciottoli incastonata fra bianche scogliere) e Atheras (circondata da un verde inusuale per i panormi greci).
Nel resto dell'isola meritano una visita Assos, con i resti di un castello su un promontorio in mezzo al mare, e la vicina e famosa (a ragion veduta) spiaggia di Myrtos. Se andate in questa zona attenti alla strada dissestata!!
Altre belle spiaggette inframezzate da rocce si trovano nei pressi di Argostoli, dove potete trovare anche il monumento dedicato ai soldati italiani trucidati dai nazisti. Nell'interno vale la pena fare un salto al castello di San Giorgio oppure spingersi più a est verso Sami (belle le grotte di Drogarati).
Non siamo stati nella parte più a nord di Cefalonia, che pare essere la zona fighetta, ma abbiamo comunque fatto il pieno di splendidi panorami di questa isola aspra e ancora non troppo soffocata dal turismo. Resta solo il rimpianto di averci potuto trascorrere solo pochi giorni, visto che entrambe le volte è stata solo una tappa del viaggio, ma almeno questo ci ha lasciato la voglia di tornare ancora.
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U.S.A. (Estate 2004)
Ecco il racconto integrale del viaggio negli Stati Uniti d'America.
[Sandro]     Torna su

SARDEGNA (Estate 2004)
Quest’anno la nostra famigliola, con Tetto in testa, ha trascorso le vacanze nel nord della Sardegna. Abbiamo evitato accuratamente la Costa Smeralda dei vip, per ovvi motivi che potete chiaramente intuire…La nostra base è stata Badesi, a metà strada tra Castelsardo e Isola Rossa: per avere numeri e indirizzo degli appartamenti dove abbiamo alloggiato, contattateci.
Il mare: bellissimo, come in tutta la Sardegna. Dopo averlo conosciuto, non vi accontenterete più di un mare qualsiasi! Tutto il tratto di costa tra Castelsardo e Isola Rossa è sabbioso; la spiaggia è raggiungibile in alcuni punti con la macchina (in genere si paga il parcheggio: Euro 0,50 l’ora), altrimenti con brevi sentieri tra le dune, che vi consigliamo per la loro bellezza e importanza naturalistica. Nei pressi di Isola Rossa troverete invece minuscole spiaggette tra scogli e rocce: un po’ scomoda l’entrata in acqua (meglio avere scarpette da scoglio), ma ne vale la pena! Oltre Isola Rossa segnaliamo Costa Paradiso: belle le “piscine naturali” tra le rocce, ma tutto l’ambiente intorno dà l’idea di essere un po’ finto: si tratta di un’area chiusa, con ingresso sorvegliato e costruzioni tutte uguali; anche se l’accesso è consentito a tutti ci si sente un po’ in un villaggio turistico. Infine la costa che precede Santa Teresa di Gallura, chiamata Rena Majore: una serie di spiagge molto belle, alternate a scogli. Alcuni tratti di spiaggia hanno alle spalle la pineta, con molta ombra. Intorno a Santa Teresa di Gallura ci sono diverse spiagge, molto note e quindi più affollate: vi consigliamo la zona di Capo Testa. A ovest di Castelsardo abbiamo invece visto solo la spiaggia di Stintino, località molto nota e purtroppo molto rovinata. Cominciamo dalle cose belle: il mare di un azzurro incredibile, la torre di fronte alla spiaggia raggiungibile a piedi durante la bassa marea, l’affascinante (finchè sarà disabitata e tutelata…) isola dell’Asinara…formano un panorama mozzafiato, da cui si rimane colpiti. Però c’è la parte brutta: lo squallore di costruzioni, evidentemente tirate su in fretta e con materiali scadenti, già rovinate, l’affollamento eccessivo di macchine, il pigia-pigia in spiaggia. E allora fate come noi: passateci una giornata e non tutta la vacanza, concentrando la vostra attenzione sulle cose belle; vi rimarrà un bel ricordo.
Città e paesi: innanzi tutto abbiamo visto Alghero, che vi consigliamo senz’altro. Percorrete in lungo e largo le stradine della città vecchia e i suoi bastioni sul mare, che a noi hanno ricordato quelli di Gallipoli, visti anni fa. Porto Torres invece ricorda sinistramente Porto Marghera e il suo petrolchimico; il che già dà l’idea di come si presenti….Noi ci siamo stati alla ricerca dei suoi tesori storico-archeologici, che non sarebbero affatto pochi, se la città fosse amministrata diversamente. Il problema è che questi tesori te li devi andare a cercare tenacemente e molti di essi, purtroppo, non sono comunque fruibili. E’ visitabile, anche se soffocata dai lavori all’esterno, la bella basilica romanica di S. Gavino, segnalata su tutte le guide. Sarebbe poi notevole la zona archeologica, ma qui il condizionale è d’obbligo: l’area è chiusa perché c’è il progetto di allestire un fantasmagorico parco archeologico, con camminamenti, illuminazione ecc.; il tutto non si sa quando sarà realizzato (non pare che i lavori siano molto avanti…). Nel frattempo, dei grandi complessi termali (addirittura tre, di cui uno intitolato a Maetzke e un altro a Pallottino, che li hanno scavati) non si può che farsi un’idea, molto vaga, dai cartelloni all’interno dell’Antiquarium: almeno quello, aperto e ben tenuto!
Ancora in totale abbandono, in una zona degradata vicino agli scavi, troverete (forse) il ponte romano.
A Castelsardo visitate la parte alta (e vecchia) del paese, con il castello, la cattedrale con bellissima vista sul mare e i vicoli con le donnine che intrecciano vimini davanti l'uscio di casa; infine Santa Teresa di Gallura, paese assolato tra splendide insenature, da abbinare a una sosta in spiaggia.
I nuraghi: sono forse le cose più tipiche della Sardegna e non c’è parte dell’isola che non ne abbia qualcuno. Nella zona nord il più bello e dalla struttura più complessa è quello di Palmavera, dalle parti di Alghero, ma vi capiterà di trovarne altri sparsi qua e là, per esempio sulla strada per Castelsardo. Sempre nei pressi di Alghero si trova anche la necropoli di Anghelu Ruju. In tutt’altra zona, a est, dalle parti di Arzachena, c’è un’altra interessante concentrazione di siti archeologici: nuraghi, Tombe di Giganti (noi abbiamo visitato Li Lolghi e Coddu ‘Ecchju) e una necropoli (Li Muri). In entrambe le zone, a seconda dei siti che volete visitare e del tempo che avete, ci sono varie possibilità di biglietti cumulativi, che vi consigliamo di fare per risparmiare qualcosa.
Rocce & grotte: le località più importanti dove osservare rocce modellate dal vento che sono vere e proprie sculture sono Capo Testa, nei pressi di Santa Teresa di Gallura, e Capo d’Orso, oltre Palau. La seconda deve il suo nome alla spettacolare roccia a forma di orso, che ha particolarmente impressionato il nostro Tetto, ma guardando bene troverete altre rocce a forma di animali (noi abbiamo trovato una testa di uccello e una di rinoceronte..). Vicino a Castelsardo c’è invece la solitaria roccia dell’Elefante, proprio sul bordo della strada.
E veniamo alle grotte: noi ci siamo spinti, a Capo Caccia, alle Grotte di Nettuno, delle quali abbiamo però visto solo il grandioso ambiente di ingresso. Vi consigliamo di arrivarci in barca (anche se il prezzo sale; solo l’ingresso alle grotte è di 10 Euro!!); l’alternativa sono le scale, 654 scalini (dico 654 !!!) a strapiombo sul mare. La cosa, quando non batte il sole, è fattibile (Claudio, 5 anni, l’ha fatto chiacchierando ininterrottamente), anche se arriverete in cima con un po’ di fiatone….
Da visitare nell’interno: mettiamo che vi venga voglia, magari in una giornata un po’ coperta, di abbandonare la costa e di spingervi qualche kilometro nell’interno….troverete una campagna poco frequentata e piena di cose da vedere. Prima di tutto la famosissima basilica della SS. Trinità di Saccargia (romanico pisano), a pochi km da Sassari (l’ingresso è a pagamento). Nei dintorni ci sono altre chiese meno note e poco indicate (noi abbiamo trovato S.Michele…tra i tralicci!). Nell’entroterra di Castelsardo troverete poi una gran quantità di chiesette romaniche e ruderi vari: noi vi segnaliamo S. Pietro delle immagini, S. Nicola Silanis (in rovina e nascosto in una vallata), San Pantaleo (col tetto crollato; una specie di S. Galgano!), il castello dei Doria di Chiaramonti (anch’esso in rovina); infine, a Perfugas, il piccolo museo archeologico e il pozzo sacro in una piazza del paese.
E poi godetevi la vista dei sughereti, dei greggi di pecore, delle mucche al pascolo e assaggiate le tante bontà culinarie di questa terra. Tornerete, come noi, entusiasti della vacanza.
[Francesca]     Torna su

LIBIA (Primavera 2004)
GRANELLI DI SABBIA DA UN VIAGGIO AFRICANO (1)
A pochi minuti dal volo che da Bengazi mi avrebbe riportato in Italia, un inaspettato e caldissimo ghibli suscitò in me il desiderio di rimanere ancora un po’ sul suolo libico. Mi chiesi se mai avrei rivisto i luoghi di quell’aspra regione orientale della Cirenaica che ero riuscita solamente ad annusare grazie alla mia prima partecipazione alla missione archeologica a Cirene.
Due anni dopo una nuova spedizione mi ha riportato in Libia, questa volta a Sabratha, antico gioiello romano affacciato sulla costa occidentale. La sua immagine mi ha avvolto appena arrivata, piccola e maestosa allo stesso tempo, mi ha abbracciato con un solo sguardo. Del viale di pini di ingresso alla città romana, tanto ricordato nelle guide turistiche come opera degli italiani della fine degli anni ’30, non rimane quasi più nulla se non qualche triste arbusto rinsecchito, sullo sfondo del quale si offre il primo incontro con l’antico nelle forme grandiose del teatro romano, pazientemente ricostruito da menti esperte ed abili mani.
Al momento del ritorno in Italia, mentre un pulmino wolkswagen degli anni ’70 ci conduceva fuori dall’area archeologica che ci aveva ospitato per un intero mese, mi accorsi che Nino, il disegnatore della missione, stava bisbigliando qualcosa all’archeologo seduto accanto a lui: “Irene ha lasciato il cuore a Sabratha…”. Solo molto tempo dopo ho capito che Nino si riferiva ad un probabile amore tra me e il restauratore della spedizione che rimaneva in Libia per portare a termine dei lavori, ma in quel momento, con il nodo alla gola e il naso schiacciato sul finestrino, pensavo a ben altro, perché al mio cuore qualcosa era successo davvero: quella città ne aveva rubato un pezzettino e se lo stringeva stretto. Ma sarei tornata a riprenderlo! Volevo capire cos’era la Libia, questa Libia della quale avevo sentito parlare fin da piccola nei ricordi dei nonni e della mamma, volevo vedere quel deserto che tutti descrivono come uno dei più belli al mondo e, soprattutto, volevo andare a Tripoli alla ricerca della casa dove la mia famiglia materna aveva vissuto a lungo prima della guerra.
(continua....)
[Irene]     Torna su

CINA (Estate 2004)
Allora... viaggio in Cina... mi aspettavo un paese bello e misterioso con nuove idee da conoscere e filosofie orientali da vivere «in prima linea», invece trovo un paese-mostro che sta fagocitando tutto: uomini ed ideali, passato e filosofia, in nome del vil denaro.
Pechino è una metropoli di 12 milioni di abitanti con 7 milioni di auto; ogni casa, anche quelle più umili, è dotata di condizionatore d’aria come tutti i locali pubblici dove, tra l’altro, lo tengono regolato su temperature polari.
Il dispendio energetico che ne deriva è enorme come l’inquinamento che sta attanagliando le enormi metropoli; altrettanto incomprensibile per noi occidentali è lo spreco di cibo sulle tavole dei cinesi: se hai 9 ospiti (il numero perfetto per loro) devi cucinare per minimo 15 persone di robusto appetito perché, se mai dovesse essere mangiato tutto, proprio tutto, chi ospita perderebbe la faccia.
Credete: in Cina si regolano di conseguenza e il cibo che avanza sulle loro mense è tantissimo (lo diceva la guida).
Stanno costruendo strade, palazzi, dighe, ponti e ferrovie per spostare più velocemente uomini e prodotti, per arrivare più presto dalla casa alla fabbrica, per produrre, produrre, produrre.
Shanghai poi è una schifezza immonda dove sorgono a vista d’occhio grattacieli altissimi (è in costruzione quello più alto del mondo: più di 500 mt. per circa 120 piani, mentre già detengono il primato per quello più alto dell’Asia).
È la terra promessa delle multinazionali alle quali il governo cinese affitta a caro prezzo il terreno su cui costruire i loro grattacieli; per 70 anni rimane in loro possesso, poi le opzioni sono 2: la costruzione passa al governo cinese oppure viene rinnovata la concessione ai denarosi invasori.
Gli alti prezzi delle concessioni sono presto ammortizzati dal guadagno che viene fatto sulle spalle degli operai delle aziende e fabbriche pagati una miseria (circa 2000-3000 rmb ossia 200-300 € al mese): il bello è che anche in Cina ci sono negozi (non tutti, chiaro) con prezzi occidentali pieni di cinesi che comprano ed idem per i vari Mc Donald, Pizza Hut, Starbuck vari pieni di consumatori!!!
Altra meraviglia: i cellulari.
Mai visto un così largo consumo ed abuso dei telefonini, che costano pochissimo se si comprano i loro modelli e tutti lo possiedono e, telefonano, urlando di continuo.
Poi un consiglio prezioso per il temerario viaggiatore che volesse attraversare una strada: il cinese alla guida di un mezzo a motore, o a propulsione umana, non si ferma MAI davanti a nulla!!! Non è uno scherzo. Ho rischiato la buccia un paio di volte perché questi deficienti né rallentano, né mantengono una traiettoria costante neppure in presenza di altri mezzi e tu bloccato, come la moglie di Lot , in mezzo alla carreggiata, non sai se piangere o cosa; di sicuro non puoi attraversare.
Quindi, fare molta attenzione e non fare affidamento neppure sui segnali mandati dal semaforo: non li rispetta nessuno!
Ok, dici, cammino a piedi sul marciapiede buonino buonino.
Povero fesso! Sul marciapiede ci si parcheggia, si va in bici nei due sensi di marcia e, se proprio ti va bene, si sputa di continuo.
Ci sono cartelli che invitano la gente a non sputare, ma chissene!
Ma allora ‘sta Cina cos’ha di buono?
Mah che dire... la Città Proibita, per metà in restauro, era invasa dalla folla vociante di autoctoni.
Il mausoleo di Mao chiuso per manutenzione.
Però ho ammirato l’esercito di Terracotta a Xian, giardini bellissimi e carichi di atmosfera in varie città, ho scalato trepidante e sudata, benché piovesse, la Muraglia, ho attraversato la Via Imperiale costruita dagli imperatori della dinastia Ming, ho visto paesaggi brumosi con pagode lontane ed evanescenti come i sogni dell’alba e Piazza Tian an Men mi ha emozionata al ricordo di tanti che l’hanno vissuta in varie epoche e con vari sentimenti.
Della Cina conservo pochi ricordi e molti dubbi, ho «vissuto» altri viaggi, non questo.
[Laura]     Torna su

PUGLIA E CALABRIA (Estate 2004)
Finalmente questa estate sono riuscita a trascorrere delle vacanze riposanti, divertenti e rigeneranti.
Atterrata a Bari ho fatto una toccata e fuga ad Otranto con passeggiata nella cittadina vecchia e visita al museo delle torture. Poi ho soggiornato quattro giorni a P.to Cesareo, nei pressi di Lecce, a casa di amici di Francesco che ci hanno accolto con una squisita ospitalita’. Ho fatto delle gran mangiate di burrate, grigliate di carni e pesce nonche’una infinita varieta’ di verdure e frutta da leccarsi I baffi. E’ cosi che sono riuscita a ricaricare le batterie e a dire il vero non e’ stato difficile dato che la giornata iniziava con una leggera colazione a base di dolci fatti in casa e uova fresche di giornata sbattute con lo zucchero.
Dopodiche’ ho proseguito le vacanze in Calabria con base ad Amendolara, il paese delle Mandorle, con tour della citta’ vecchia, arroccatta e purtroppo con molte case pericolanti. Qui il sole si che picchia, al punto che in certe ore e’ sconveniente stare fuori. Ho fatto sia vita di mare con svariati bagni ad Amendolara marina, che vita di montagna grazie ad un tour nel parco naturale del Policoro.Ho visitato Pizzo, famossissima per il tartufo (non il fungo ma il gelato al cioccolato e nocciola con cuore di cioccolato fuso, davvero squisito da aver dovuto ricorrere al bis!), e Tropea, con tanti negozietti turistici.
(se ne volete sapere di piu’ scrivetemi)
[Giulia]     Torna su

NORD EUROPA (Autunno 2003)
Il viaggio é durato 15 giorni,siamo partiti in 2 da Cimamulera (Domodossola) il giorno 8 Settembre con l'auto carica di indumenti invernali.
Il primo giorno siamo arrivati a Rothemburg (Germania) (visitate il sito www.wohlfahrt.com e vedrete tutto sul Christmas Village) attraversando la Svizzera e un piccolo pezzo d'Austria; abbiamo visitato alcuni paesini trovati mentre si percorreva la Strada Romantica, e vi diciamo che la Baviera é splendida! Per dormire e mangiare abbiamo scelto le tipiche Gasthof. Abbiamo proseguito verso nord ed eccoci a Lubecca posta a mezz'ora di strada da Puttgarden, piccolo paesino da dove partono i traghetti per le isole della Danimarca.
La traversata è durata circa 45minuti. Siamo sbarcati a Rodbyhavn sull'isola Lolland per poi arrivare sull'isola Sjaelland e visitare naturalmente Copenaghen ed altre interessanti cittadine minori caratterizzate da imponenti castelli situati in posti strategici sul mare.
Abbiamo proseguito percorrendo il ponte dell'Oresund (inaugurato nel 2002,lungo 8 km), spettacolare collegamento tra Copenaghen e Malmo, città Svedese. Ammirando i paesini che sorgono sulle rive dei numerosi laghi presenti in Svezia, siamo arrivati a Stoccolma. Riguardo a questa città, possiamo dire che è tutta da guardare,ammirare e riguardare! (oltre Drottningholm Palace residenza dei reali,la chiesa dal campanile in ferro traforato ed altre mille cose, non dimenticate lo Skansen,un meraviglioso museo-parco all'aperto).
Si riparte! Destinazione Oslo in Norvegia. Abbiamo visitato la città,con un occhio dimenticato a Stoccolma; quindi dobbiamo dire che non ha riscosso in noi, un grosso entusiasmo. (Visitate il sito www.norwayshop.com potrete vedere ed anche comprare gli originali maglioni norvegesi)
Proseguendo ad una velocità molto ridotta rispetto il solito (le strade si districano su un territorio particolarmente irregolare),siamo giunti a Bergen. Condivido quello che anno scritto nella sezione viaggi di tetto a proposito di questa cittadina che si estende su sette fiordi.(spero che loro abbiano trovato il sole! noi no,purtroppo!!!!!!!!!!)
Siamo ripartiti verso il Nordfiord e li' e' cominciato il viaggio di ritorno; itinerario:Lillehammer-Oslo-Goteborg,per poi lasciare anche la Svezia. In traghetto siamo giunti nella parte peninsulare della Danimarca e poi Giu' nuovamente in Germania con tappe in altre cittadine tipiche;Svizzera e poi...casa! Qui si è conclusa l'avventura!
NOTE:Abbiamo percorso 6590 KM,le autostrade sono gratuite sia in Germania che in Danimarca,in Svezia e in Norvegia. Gli indumenti invernali non li abbiamo utiluizzati ,visto le temperature piu' alte di almeno 5° rispetto la media stagionale.
[Elena]     Torna su

TURCHIA (Primavera 2003)
Ebbene, eccomi a scrivere finalmente un paio di righe sull'esperienza di viaggio.
Un viaggio in Turchia che si rispetti dovrà necessariamente cominciare da Istanbul...
Una città da sogno? Beh in linea di massima è così. L'albergo dove abbiamo alloggiato noi si chiama Best Hippodrom, e si trova praticamente dietro alla Moschea Blu. Il costo di una doppia mi sembra che si aggiri intorno ai 48 euro, più o meno. In ogni caso è economico rispetto ai nostri standard, ed ha la grande comodità di trovarsi a breve distanza dalla Moschea, da Santa Sofia e dal Palazzo di Topkapi (che noi non abbiamo fatto in tempo a visitare!!!)..
Riassumendo, i luoghi principali da vedere sono quelli che ho appena citato, naturalmente non sto a ricordare il museo archeologico che si chiama Museo della civiltà anatolica e che è diviso in due enormi padiglioni!! per cui è necessario pensare di visitarlo almeno in due giorni per smaltire l'indigestione di oggetti spettacolari, e poi la meravigliosa Yerebatan Sarniç, vale a dire la cisterna sotterranea, che offre atmosfere da favola...
Ci sono poi le numerose moschee, e le chiese bizantine.. Purtroppo spesso capita di trovare chiuse alcune di queste chiese, la cosa migliore è telefonare all'ufficio del turismo, o ancora meglio, connettersi al sito www.kultur.gov.tr oppure al www.misart.it che sono i siti dell'ambasciata italiana ad Istanbul. Sono fatti piuttosto bene, e danno molte informazioni utili, anche perché ridendo e scherzando gli italiani scavano un sacco a Istanbul, nonostante i gravi problemi che quei simpaticoni dei turchi creano ai nostri connazionali... Forse quello che mi ha più colpito quando ho parlato con la professoressa italiana che ormai da anni dirige alcuni scavi in città, è stata l'aria di sufficienza con cui trattava i Greci e di conseguenza la nostra scuola che ha a che fare con l'amministrazione greca anche in fatto di scavi e affini. Eppure la cara donna ci parlava di campagne di scavo fatte con i poliziotti alle spalle degli operai, di scontri pesanti con i piccoli "sindaci di rione", insomma, di episodi non proprio edificanti... sì, sì , lo so, scavare nei cantieri dell'Alta Velocità procura la stessa "ebbrezza" dell'archeologo in prima linea... ma come dire, se si considera che in Turchia non esiste l'organo politico della "Sovrintendenza" ma tutto ciò che è archeologico fa capo alla Questura centrale di Ankara.......................e in molti siti sono i militari che fanno i biglietti.......................
va beh, andiamo avanti
Naturalmente bisogna fare almeno un giro al Bazar, anche questo raggiungibile comodamente a piedi, e non possiamo dimenticare la collina di Galata! Eh sì, proprio quella che dà il nome alla squadra di calcio. La collina si trova al di là del ponte di Galata, dunque bisogna attraversare il Bosforo! un'esperienza magica, anche se meno magico è ciò che ci aspetta... un quartiere, quello di Taksim, che è ..l'anticamera dell'inferno... con macchine che sfrecciano in tutte le direzioni, una piazza da attraversare che potrebbe risolvere il problema della sovrappopolazione...basterebbe modificare leggermente i tempi dei pochi semafori... SPLAAAAAAAAT!
ecco, a parte la parentesi un poco truculenta, state veramente attenti ad attraversare la piaza di Taksim... oppure, rimanete sornioni sul "greto".. ad osservare la bolgia umana.... e da lì, avviatevi stancamente lungo una strada che scende verso il mare, e che è invece interdetta al traffico automobilistico.. .si tratta di una delle strade probabilmente più "antiche", dal momento che è costellata da case in stile più o meno liberty, e anche dall'unica chiesa cattolica della città (!). Scendendo lungo questa via, è possibile farsi un'idea della Istanbul della "gente che piace", piena di negozi iper occidentali, di cinema, e di locali. C'è la gioventù di Istanbul, ragazzi dallo sguardo tremendamente intenso, con ragazze altrettanto belle e misteriose. E in mezzo alla strada le rotaie del tram, rimasto uguale dal secolo scorso.. .continui a scendere, e ad un certo punto la strada curva verso destra, tu la segui e dopo poco ti si apre la vista sul Bosforo, sul ponte di Galata, e in lontananza sulle moschee, quella che spicca è quella del Suleyman, uno dei tanti padroni di Istanbul e della Turchia che si sono succeduti nei secoli.
Il quartiere dell'albergo che ho segnalato si chiama Sultanakhmet, ed è un buon posto anche per trovare dove mangiare: il Doy Doy, vicino all'albergo, è consigliato da quei razzist..ehm, dai ragazzi della Lonely e in effetti è spettacolare non solo perché si trova alle spalle della Moschea Blu, ma anche perché si può mangiare tantissimo spendendo il giusto!
Prima di lasciare il mistero di Istanbul, conviene fare un salto alla Yedikkule, vale a dire la porta aurea della Istanbul bizantina. Il luogo archeologicamente parlando è interessante ma niente di più, si tratta di una serie di torri che racchiudono uno spiazzo, un cortile che fungeva da "anticamera" per chi giungeva alla città di Teodosio dalla splendida porta aurea, oggi spoglia, ma un tempo importante accesso delle processioni trionfali e opulente della corte di Costantinopoli. Ebbene, perché arrivare fino a là? perché dal camminamento superiore che collega le 7 torri, si gode una vista rivelatrice, su di una città irrimediabilmente divisa tra l'anima musulmana data dai numerosi minareti, e l'anima occidentale... i grattacieli che si inframezzano tra i minareti. E poi, appena dietro alle mura della Yedikkule, si trova il quartiere poverissimo, fatto di case di legno e di carri trainati da muli... è solo la prima, timida finestra che prelude a ciò che vedrete proseguendo nel viaggio. Quando tra le case degli straricchi faranno capolino le capanne degli stra poveri.. in un Paese che conosce solo l'estremo...
Per ulteriori informazioni utili per visitare la Turchia cliccate questo link.
[Stefania]     Torna su

COSTIERA AMALFITANA (Autunno 2003)
Ammettiamo che voi siate già arrivati nei pressi di Napoli e che vi assalga il dubbio se sia meglio percorrere la Costiera da sud a nord (mare a sinistra) o viceversa, io vi consiglio la prima opzione; a questo punto andate fin verso Cava dei Tirreni e svoltate verso Vietri sul Mare: avrete davanti a voi i 66 km. più belli d’Italia anche se il percorso risulterà piuttosto difficoltoso ed allora….consigli!!!
Prima della partenza munitevi di un ottimo co-pilota (lasciate a casa chi non sopporta le curve, ha paura degli strapiombi, grida “ATTENTO” ogni metro o “FRENA” ogni secondo, oppure fatelo guidare al posto vostro, se maggiorenne, bendatelo, se minorenne) sarebbe utile anche un calendario con i nomi dei santi per improvvisi attacchi religiosi con annesse giaculatorie rivolte anche a santi misconosciuti perché vi aiutino per quelle impervie strade (leggasi: mulattiere) o, per gli atei, per coniare blasfemìe sempre nuove ed originali e non far annoiare i passeggeri.
Portare con voi bevande e spuntini: in estate potreste stare incolonnati in macchina per ore.
Ed ora che avete voluto la bicicletta…pedalate e non dite che non vi avevamo avvertito!!!
Nel percorso troverete innumerevoli paesi nei quali è bello passeggiare curiosando nei vicoli, nei porti e per le strade. A Minori c’è una villa romana per esempio. N.B. se vedete una cosa che vi piace FERMATEVI IMMEDIATAMENTE perché è quasi impossibile trovare posto per girare la macchina e tornare indietro!!!
Ok. Come Dio ha voluto siete arrivati ad Amalfi e, per non farvi perdere la bussola (battutona!!!) vi do delle dritte per dormire e mangiare con soste interessanti.
Per dormire: dopo due km dal paese c’è un bivio sulla ds. Percorrerlo per 6 km circa, seguendo le indicazioni per Agerola, fino al cartello di Furore dopo di che svoltare immediatamente a sn. Fatto un km. arrivate alla Locanda Ripa delle Janare (non vi potete sbagliare: è la prima costruzione che incontrate dopo il cartello). E’ un albergo nuovissimo e moooolto carino con un buon rapporto qualità-prezzo. Per darvi un’idea della sistemazione, date un’occhiata qui o qui.
P.S. I prezzi reali sono inferiori a quelli scritti nel sito, telefonate comunque a loro per delucidazioni.
A 5.8 km da Amalfi c’è il fiordo di Furore: visitatelo perché è stupendo: la macchina parcheggiatela nei pressi del distributore Q8 un km. prima.
Dopo 1.5 km. a Praiano, c’è il ristorante “La conchiglia” in una caletta molto bella con tanto di passeggiata sul mare. Per arrivarci svoltate a sn. al cartello Praiano.
Ad 1.4 km. da qui, dopo una galleria in curva, (sempre più difficile siore e siori) fermatevi perché hanno costruito un presepio in un anfratto del costone di roccia a ds. della strada. L’ha fatto tutto un signore e ci sono anche alcuni personaggi che si muovono.
Fatti 3.8 km. c’è un altro ristorante a ds. sulla strada “La Locanda del Leone” buonissimi gli Scialatelli con melanzane e provola affumicata!!!
Avvertenze: i prezzi sono alti da tutte le parti nei ristoranti!!!!
Ed ora....BUON VIAGGIO
[Laura]     Torna su

MALI (Novembre 2003)
Il resoconto del viaggio è quì: http://www.volontariperlosviluppo.it
IL VIAGGIO Tra gli stregoni Dogon
[Gabriella]     Torna su

MILANO (Autunno 2003)
Proviamo a sfatare un mito negativo, che vuole Milano come sinonimo di brutta città moderna.
Se vi capita di andarci, non perdete le cose più note, come il duomo (e gli edifici che si affacciano sulla piazza), il castello Sforzesco e la basilica romanica di S. Ambrogio. Poi andate alla ricerca di qualche angolo meno conosciuto: innanzi tutto la bellissima piazza dei Mercanti, vicino al duomo, sulla via che porta al castello; poi non mancate un giro dalle parti dei Navigli, dove troverete qualche resto dell'antica Milano intorno al vicolo dei lavandai.
Nelle vicinanze merita una visita anche la chiesa di S. Eustorgio, oppure la basilica di S. Lorenzo Maggiore, nel cui colonnato sono reimpiegate colonne romane di epoca precedente (il che ci ricorda che le origini della città sono più antiche di quanto molti credano!). Interessante, anche se un po' soffocata dagli edifici moderni che la circondano, è infine la piccola chiesa di S. Babila.
Se il tempo è bello, vale la pena fare un salto nei vari parchi cittadini, altrimenti ci si può orientare sui musei. Oltre alla celebre Pinacoteca di Brera, consiglio una visita al Museo Archologico (alcune sezioni sono al castello Sforzesco, le altre in corso Magenta; l'ingresso in entrambe le sedi è gratuito!) e al bellissimo Museo della Scienza e della Tecnologia, adatto a grandi e piccini.
Milano è anche la città dello shopping per tutti i gusti: dalle vetrine più in del Corso o di via Montenapoleone, ai vari mercati popolari che si svolgono soprattutto il Sabato, troverete senz'altro quello che fa per voi!
[Francesca]     Torna su

BARCELLONA (Ottobre 2003)
Citta’ da visitare: allegra, calda, verde, abbordabile e divertente: cosi definirei Barcellona in breve e per chi non ha voglia di leggere tutto il racconto.
Senza dubbio non deve mancare fra le citta’ europee da visitare sia per le bellezze artistiche (le innumerevoli opere di Gaudi) che si apprezzano anche se non si e’ intenditori sia per l’allegria che questa citta’ comunica ai turisti.
L’ho girata in poco piu’ di due giorni, che sono piu’ che sufficienti per averne un’idea e a chi non c’e’ ancora stato suggerirei di visitare, nell’ordine: la Sagrada Famiglia, le Ramblas (di sera sono piu’ movimentate che di giorno), le case di Gaudi, il porto e infine la parte piu’ incantevole: il parco di Guell, davvero fiabesco.
[Giulia]     Torna su

OLANDA (Estate 2003)
Questa Estate, io e i miei amici Ilaria e Davide abbiamo deciso di passare le ferie nei Paesi Bassi; ecco un breve riassunto del nostro viaggio:
Il nostro giro inizia a Maastricht nel Limburgo olandese, anche perchè ci erano bastati i 1200 km fatti da Firenze interrotti solo da una breve sosta notturna in un’area di servizio tedesca! Da visitare il centro della città all’interno delle antiche mura, accessibile tra l’altro dalla porta chiamata “dell’inferno”; in effetti col caldo che faceva...
Nei dintorni segnalo Valkenburg, incantevole paese con numerose grotte, circondato da colline dove si apprezzano splendidi panorami soprattutto dalla torre “Guglielmina” alta 30 metri (160 scalini circa, che fatica!).
Dopo questa breve permanenza nel “tacco” dell’Olanda, ci siamo spostati verso nord-ovest tra Amsterdam e Rotterdam. Ovviamente non potendo visitare ogni metro quadro del Paese ci siamo fidati più che altro dell’intuito per decidere quale posto vedere...
In questa zona consiglio vivamente una visita a Leiden, città natale di Rembrandt, Gouda, famosa per il formaggio e Delft, con le sue ceramiche. Paesi fotocopia in perfetto stile olandese, è vero, ma comunque deliziosi adatti per una tranquilla passeggiata.
La città che mi ha un po deluso è Den Haag (L’Aia), da ricordare solamente la sede del governo, il palazzo della pace e i vasti parchi; in città ci sono circa 700 giardini pubblici! Malinconica la spiaggia di Scheveningen...
Grande sorpresa invece, Amsterdam, città fantastica! Più da vivere che da visitare... Solo tre giorni a disposizione, pochi, vabbè non facciamoci prendere dal panico!
I primi due giorni volano tra museo di Van Gogh, Piazza Dam, gita in battello, casa di Anna Frank, casa di Rembrandt (ormai ogni porta era nostra), Chiese più o meno importanti, il Nemo, museo a forma di prua dell’architetto italiano Renzo Piano, ecc.
Il terzo, stanchissimi, lo passiamo per buona parte della giornata al Vondelpark, favoriti anche dal fatto che avevamo l’albergo a 50 metri. Comunque, secondo me, occorrono un paio di giorni in più per avere la possibilità di girare senza mete e godersi appieno la città. Infine, per noi maschietti, consiglio una visita (o più visite, dipende dal budget) nel quartiere “De Walletjes” famoso per le sue vetrine...
Dopo Amsterdam abbiamo proseguito a nord verso Alkmaar e da li siamo andati a vedere anche Enkhuizen, Hoorn e Volendam. Ovviamente non poteva mancare un passaggio sulla diga di Afsluitdijk (30 km), “monumento” della lotta tra l’uomo e la natura...
Prossima ed ultima tappa, Arnhem; durante il tragitto ci fermiamo a Giethoorn, paese da favola! L’ingresso in auto è vietato. La visita può essere fatta a piedi o sull’acqua affittando un “punter”, barca silenziosa a motore o una canoa. Per me è stata la giornata più bella e divertente della vacanza, andateci! Arrivati ad Arnhem ci rendiamo conto che è arrivato anche il giorno più brutto della vacanza, infatti questa città non offre niente da un punto di vista turistico, allora optiamo per delle escursioni fuori città tra cui Amersfoort e il castello di Het Loo. Unica nota stonata il simpatico autovelox tedesco che nel viaggio di ritorno ci scatta l’ultima foto ricordo di questa piacevole vacanza...
[Jano]     Torna su

NORVEGIA (Estate 2003)
Ecco un breve resoconto della nostra vacanza in Norvegia.
Innanzitutto possiamo dire che un viaggio in questa terra, contrariamente a quanto si pensa, non è poi così economicamente proibitivo. E’ necessario usare qualche accortezza ma la bellezza e la magia dei luoghi unite alla disponibilità ed alla gentilezza delle persone meritano sicuramente un viaggio. In questo momento il cambio è diventato più favorevole e con un Euro si scambiano 8 corone norvegesi.
Il nostro itinerario ha toccato innanzitutto Oslo, capitale vivace e affascinante. Consigliamo il parco delle sculture di Vigeland, il museo di Munch e qualche giro in battello nelle isolette vicine o alla penisola-museo di Bygdoi. All’aereoporto Gardemoe di Oslo è possibile acquistare voli interni a prezzi ragionevoli. Noi abbiamo scelto come destinazione Bodo (a nord del circolo polare artico) e di lì, tramite traghetto abbiamo raggiunto in 4 ore le spettacolari isole Lofoten. Assolutamente da non perdere la cittadina di Reine (isola di Moskenes). Il nostro viaggio è poi proseguito spostandoci per una settimana in macchina da Oslo alla volta della particolarissima Roros, ex città mineraria perfettamente conservata. A tal proposito per l’affitto della macchina abbiamo preferito rivolgerci dall’Italia ad un tour operator che tratta questa destinazione (in Norvegia si pagano prezzi più cari). Il riferimento è www.agamare.it (prezzo per un auto tipo Punto = 443 Euro).
Da Roros ci siamo spostati verso Ovest e quindi la zona dei fiordi del nord: il Trollstigen (paesaggi mozzafiato, ora forse chiuso per frane), il Geiranger Fiord (strapiombi e bellissime cascate), il ghiacciaio del Jostedalsbreen con ai piedi il delizioso paesino di Fiaerland famoso per le sue numerose librerie ed infine il Sognefiord.
Da non perdere le chiesette di legno (Urnes, Borgund, Vik ecc). Consigliamo almeno un giorno a Bergen dove potrete rifarvi gli occhi con le stupende case anseatiche e il palato con i panini di pesce fresco comprati al mercato del porto.
Un itinerario alternativo può prevedere di scendere più a sud dell’Hardangerfiord, cioè a Stavanger ed allo spettacolare Lysefiord.
Consigli utili per mangiare decentemente: organizzatevi, in accordo con la mentalità norvegese, per cucinarvi qualcosa da soli. I pochi ristoranti potrebbero essere chiusi o troppo cari ma quasi tutte le sistemazioni prevedono l’uso-cucina.
Consigli utili per non spendere troppo: esibite, se le avete, tessere studenti, potrete ottenere forti sconti in varie situazioni; fate abbonamenti giornalieri per i mezzi pubblici cittadini; pernottate in albergo solo disponendo di tessere-sconto tipo fiord pass. Meglio senz’altro le case private (rom o hytte) o i puliti e curati bungalow dei campeggi. Portatevi lenzuola e sacco per piumone altrimenti li pagherete extra.
[Luca e Gabri]     Torna su
(questo racconto è stato pubblicato anche sul forum del sito Wooltime, molto interessante, che si occupa della Norvegia)

PROVENZA (Estate 2003)
Senza dubbio vanno viste le cose "scontate", tipo Avignone (dove si paga un po’ per tutto, occhio!) ed Aix-en-Provence. Ad Arles, a parte l’arena, c’è la chiesa di Saint Trophime, con il bellissimo chiostro.
Tra le cose meno ovvie ci sono bellissimi paesini, dalle parti di Salon-en-Provence, tipo Gordes (recuperato nel secolo scorso, ora molto turistico) e Roussillon (famosa per i giacimenti di ocra, con cui colorano anche le case. E’ da vedere verso il tramonto, quando risaltano i colori).
Altra cosa interessante: la Fontaine de Vaucluse, dove Petrarca avrebbe visto Laura immergersi nel fiume (il che non è possibile, visto che l’acqua è gelida). Qui c’è anche un museo sulla Resistenza e la vita quotidiana durante la guerra, che non c’entra molto con la Provenza da cartolina, quella della lavanda e simili, ma che è fatto davvero bene.
Dalla Provenza è poi d’obbligo un salto in Camargue (qualunque strada è costellata di cavalli, tori e uccelli acquatici), mentre verso il mare si respira già aria di Costa Azzurra. Tra La Ciotat e Bandol si trovano le spiagge di sabbia, mentre tra Cassis e Marsiglia ci sono le bellissime Calanques (tipo fiordi, la più bella è la Calanque d’En-Vau).
[Francesca]     Torna su

NAPOLI (Estate 2003)
Napoli è veramente mille colori, ma è anche mille città, mille tempi, mille dimensioni.. Noi abbiamo avuto la fortuna di vivere la Napoli di Agosto, in uno degli Agosti più torridi ed umidi a memoria d'uomo. Poche le persone, pochi i turisti, una città semi vuota e sonnolenta che si offriva a noi come un'amante abituale e consapevole della sua bellezza un po'decadente.
Siamo partiti con molti pregiudizi (sporcizia, delinquenza, traffico, smog) siamo tornate persone nuove dopo aver sfatato uno ad uno questi capi d'imputazione che avvelenano Partenope: le Forze dell'Ordine, che sono in ogni luogo, scoraggiano la micro delinquenza, lo smog ed il traffico (almeno ad Agosto) erano paragonabili a quelli di qualsiasi altra città italiana, mentre la sporcizia..sorvoliamo...
La gente è di una cordialità medio orientale e tutti si fanno in quattro per aiutare il turista e per farlo sentire a proprio agio; poi ti domandano come trovi Napoli, guardandoti con gli occhi timorosi di chi non vuole più sentire i soliti luoghi comuni e tu dici la verità che quella è una città inimitabile della quale avverti il cuore che vive nei suoi numerosi vicoli, che respira nella brezza del mare.miseria e nobiltà, regale e popolana, onirica e reale.
Ma veniamo alle informazioni spicciole:
1) la pizza verace: è un solido di pasta che, per chi non è assuefatto, basta come pranzo cena e merenda, iper farcita e condita.'na bomba calorica ammazza dott.ssa Tirone, ma buona da morire! La mia preferita era il "ripieno" un incubo gastronomico fatto tipo calzone con dentro ricotta-funghi-prosciutto cotto- avanzi vari del giorno prima-ecc.
Pizzeria preferita: " ´Na voce ´e notte" davanti all'ingresso del Museo Archeologico.
2) Il caffè: ´na goduria accattatevillo!!!! Mio marito se lo beveva di continuo ed era teso e nervoso come un gatto..ne ho presi un paio anch'io (cosa più unica che rara) e devo dire che era molto cremoso e aromatico, ma la tazzina ustionante (le tengono nell'acqua bollente, fate un po' voi!)
Caffè preferito: "Gambrinus" in piazza San Carlo, angolo Piazza Plebiscito
3) La sfogliatella: la prova provata che Dio c'è e questo è il suo sapore: esterno fatto con una sottilissima striscia di pasta arrotolata a mo'di conchiglia ripiena di ricotta, cedro candito, essenza di cannella, lacrime di fata e polvere di ala d'angelo, non lo so però è divina...
Pasticceria preferita: "Caffè Aragonese", piazza San Domenico.
4) i musei: noi ci siamo fiondati a quello archeologico e alla pinacoteca di Capodimonte. Sindrome di Stendhal a tutto spiano.. Un "apax" è la misteriosa cappella San Severo.chi non la conosce.peste lo colga!!!!!
5) le chiese: a miliardi direi; le più belle (a mio parere) quella di San Gregorio Armeno, la cappella del tesoro di San Gennaro, il complesso della certosa di San Martino.
6) i trasporti: funicolare e tram (abbastanza puntuali quest'ultimi, svizzera la prima -da rimetterci l'orologio, Rolex, pataccato-)
7)Il gatto: ebbene si. L'animale che c'è in me ha avuto il sopravvento anche a ´sto giro e dopo una incazzatura madornale con il marito al quale Dio mi ha mandato come punizione per i tremendi delitti che deve aver commesso nelle vite precedenti, ho salvato una microscopica gattina che miagolava a polmoni spiegati reclamando un posto nel mondo, non sapendo che glielo avevano voluto negare abbandonandola in un giardino sperduto(ossia il Parco Virgiliano) a Mergellina. Mio marito era del parere di lasciarla lì dov'era.colca! Io l'ho infilata in una borsa e ce la siamo portata in giro per Napoli fino al Vomero, dove si stava, e l'abbiamo introdotta in una colonia di gatti dove è stata ben accolta dagli altri felini e dalla gattara. Nome della gatta: "Core ´ngrato" perché mi scacazzò nella bellissima borsa bianca comprata da circa 18 ore riciclata come trasportino per salvarla da morte certa.
Detto tutto ciò, avrei ancora da parlare, ma mi "limito" a questo consigliandovi di andare a Napoli e di viverla al meglio appena vi sarà possibile.
[Laura & Andrea (in contumacia)]     Torna su

CRETA (Estate 2001)
Creta è un’isola più grande di quello che si immagina e sono necessari parecchi giorni per girarla tutta. Noi, in 15 giorni, abbiamo visitato la parte est e nordovest, mentre la costa nord (che è comunque la più turistica e rovinata), l’abbiamo solo percorsa per trasferirci da una parte all’altra dell’isola.
A ovest da non perdere sono le città di Hanià (l’antico capoluogo dell’isola, con il bel porticciolo) e Rethymno (oltre alla fortezza, consigliamo di girellare senza una meta precisa nelle stradine, tra negozi e taverne). La spiaggia più bella che abbiamo visto è Falassarna (di sabbia, ma nelle vicinanze si trovano anche gli scogli), e merita una visita anche Moni Gonia, un bel monastero all’inizio di una penisola dove troverete solo capre. Più a Ovest, verso l’aeroporto di Hanià, si trovano altri monasteri da non perdere (Attenzione: prendete la strada che parte proprio nelle vicinanze dell’aeroporto, altrimente vi perdete!!). I primi due, Agia Triada e Moni Gouvernetou, sono raggiungibili in macchina; il terzo, Moni Katholikò, è in rovina ed è raggiungibile solo a piedi, seguendo un sentiero. Verso il tramonto la vista qui è meravigliosa.
Altra cosa da non perdere e un’escursione alle gole di Samaria (si sale in montagna: prevedete qualcosa per coprirvi). La cosa migliore è percorrere le gole in discesa, fino al mare e prendere un battello per un porto vicino, dal quale tornare col pullman al punto di partenza. Si tratta però di un’escursione impegnativa, di diverse ore, per cui ci si può limitare a dare un’occhiata alle gole dall’alto (come abbiamo fatto noi), cosa che vale comunque la pena. Attenzione sulla strada, che è continuamente attraversata da capre, pecore e cani!
A est, nella zona di Sitìa, troverete pochi turisti stranieri e spiagge poco affollate, a eccezione di Vai, famosa per le sue palme sul mare. Molto bella è la zona di Palekastro, con diverse spiagge e un’area archeologica abbandonata a sé stessa, dove si cammina letteralmente sui cocci. Un’altra fortunata combinazione di spiagge e scavi è a Itanos, poco oltre Vai; nelle vicinanze c’è anche Moni Toplou, altro bellissimo monastero, centro di resistenza contro i Turchi prima e contro i Tedeschi poi. Vi consigliamo poi Kato Zakros, sulla costa est, che è ancora fuori dai grandi circuiti turistici. Oltre alle taverne sul mare, c’è un palazzo che non ha molto da invidiare ai più noti di Festo e Cnosso (che meritano comunque una visita!) anche se è praticamente sconosciuto.
Se poi passate da Iraklio, occhio al traffico e non perdetevi assolutamente il Museo Archeologico (bellissimo anche per i non addetti ai lavori). Da vedere anche la Fontana Morosini, la Fontana Bembo ed i soliti negozietti tipici.
Creta è da visitare anche per la cucina (ottima e abbastanza economica) e la popolazione, molto simpatica ed estremamente ”rilassata”(basta non parlare dei Turchi o delle basi NATO sull’isola). Una menzione speciale per il tizio che ci ha consegnato l’auto a noleggio e per la sua definizione di parcheggio pubblico (“no-capitalismo”). Riepilogando, se non avete fretta i Cretesi (come tutti i Greci) sono molto simpatici.
[Franci e Massi]     Torna su

SALENTO (Estate 2000)
E’ un posto molto bello e ancora poco conosciuto, dove troverete solo turismo locale. Le città assolutamente da non mancare sono Gallipoli e Otranto. La prima, sullo Ionio, ha il centro storico su una penisoletta nel mare: si può girare a piedi anche senza un percorso preciso (occhio alle chiese, che di solito sono misteriosamente chiuse!). Unica cosa triste: la fontana greca stagliata contro un palazzone a vetrate che hanno costruito proprio appiccicato (e che ora non possono buttare giù, perché rischierebbero di distruggere la fontana!). Otranto, sull’Adriatico, è già proiettata verso la Grecia (a Capo d’Otranto siamo nel punto più a est d’Italia). Sui Bastioni Pelasgi le taverne sembrano proprio quelle delle isole greche!
Volendo lanciarsi nell’interno (solo se le temperature sono accettabili, sennò è un inferno), consiglio Ugento, la capitale dei Messapi, che resistette eroicamente ai Romani . Menzione speciale, a Marina di Ugento, per la "Cooperativa di impegno popolare di Ugento": pineta attrezzata per pic-nic, con bellissima spiaggia annessa! E poi il nome è tutto un programma!
Il mare: c’è solo l’imbarazzo della scelta; scogli sull’Adriatico, sabbia sull’altro lato. Molto bello Ciolo (a parte l’enorme ponte costruito proprio sopra) e la piscina naturale a Marina Serra, ma tutta la costa merita di essere vista! E poi vale la pena fermarsi alla punta del tacco d’Italia, S. Maria di Leuca, oppure perdersi nelle campagne alla ricerca di dolmen e menhir.
[Francesca]     Torna su

 
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